Il bambino non è un adulto in miniatura

Spesso guardiamo i nostri bambini, specie i più piccoli e li definiamo degli adulti in miniatura. Eppure non è cosi, sono simili, ma non uguali a noi “grandi”. Gli organi, gli ormoni, la digestione lavorano tutti in maniera differente.

La pelle del bambino è evidentemente diversa da quella di un adulto, di conseguenza ha esigenze diverse. Infatti fino ai 12 anni si può considerare ad uno stadio iniziale di crescita e si modifica profondamente nel tempo. 

Le ghiandole sebacee si sviluppano circa a 6 mesi di gestazione, e il sebo prodotto serve per proteggere la pelle del feto dal liquido amniotico. Queste ghiandole sono attive fino ai 3 mesi dopo la nascita, poiché risentono dell’influenza materna, successivamente  restano inerti fino all’adolescenza quando per gli stimoli ormonali riprendono a pieno la loro attività. La pelle del neonato alla nascita è sterile, ma rapidamente viene colonizzata dalla microflora resistente che è costituita da batteri e funghi che in condizioni fisiologiche non creano problematiche dermatologiche. Risulta decisamente più turgida rispetto a quella degli adulti che appare sempre meno tesa con l’avanzare degli anni. Inoltre è assolutamente immatura e priva di difese nei confronti dei raggi ultravioletti, deve perciò imparare a proteggersi e creare una propria scorta di melanina. 

In  questa società ormai la cura del più piccolo è attenta ad ogni dettaglio, mangia questo e non quello, pulisci bene le manine prima di sederti a tavola, non ti sporcare!

Ecco che però spesso possono essere più aggressivi certi detergenti che “un po’ di marrone” sui palmi delle mani. Infatti,  l’epidermide del bambino è più sottile di quella di un adulto, pertanto la sua cute può assorbire più facilmente sia i medicinali ad uso topico sia i cosmetici.  Questi devono essere studiati appositamente per la pelle dei più piccoli per ridurre al minimo il rischio tossicologico in quanto il livello di esposizione è di gran lunga maggiore rispetto all’adulto considerando il rapporto tra estensione della superficie cutanea e massa corporea. Parlando di detersione è possibile fare il primo bagnetto completo dopo che il cordone ombelicale si è cicatrizzato aggiungendo all’acqua 2-4 cucchiai di amido di riso e 1 di sale grosso per ricostituire l’equilibrio salino del liquido amniotico. La detersione del sederino va eseguita con acqua tiepida ad ogni cambio e con aggiunta in caso di feci del Latte Detergente Albebè. Importantissimo è asciugare bene la pelle per ridurre al minimo l’umidità quindi lo sviluppo microbico.  Le salviette detergenti sarebbero da utilizzare solo in mancanza di acqua corrente poiché lasciano sulla pelle le sostanze di cui sono imbevute, e possono provocare irritazioni. Quando il bambino inizia a venire a contatto con il modo esterno si consiglia la Spuma Detergente Albebè formata da tensioattivi derivati dal cocco, arricchita di avena e calendula. Perfetta anche in presenza di crosta lattea.  Evitate di usare prodotti troppo profumati e colorati, contenenti conservanti e tensioattivi economici perché non sempre sono dermocompatibili con la pelle delicata dei più piccoli.

Idratate poi la pelle con oli vegetali ricchi di vitamina E, e con antiossidanti naturali come il tocoferolo poiché rispetto ai latti o creme hanno la caratteristica di non essere conservati quindi sono più adatti ai neonati.

La pasta protettiva all’ossido di zinco è utilissima in caso di irritazioni cutanee, lenisce abbassando la temperatura cutanea e riducendo l’arrossamento, aiuta ad assorbire l’eccesso di umidità che favorisce lo sviluppo microbico, lasciando respirare la pelle. Infine, usate prodotti solari formulati specificatamente per i bambini con filtri e schermi protettivi più sicuri, evitando di esporre la pelle al sole non tra le 11 e le 16 per evitare il più possibile scottature ed eritemi: molto pericolose in giovane età.

Quindi è giusto crescere i più piccoli con le buone abitudini di igiene quotidiana, ma facciamolo offrendogli i prodotti più adeguati al loro tipo di cute.