Energia da bere!

Secondo Rudolf Steiner, eclettico studioso vissuto a cavallo tra il diciannovesimo ed il ventesimo secolo, la Terra è un organismo vivente che, come tutti gli organismi viventi, respira.

La respirazione del nostro pianeta sarebbe una respirazione a quattro tempi, come quella che si segue durante la meditazione: inspirazione, pausa, espirazione, pausa. Steiner aveva messo in relazione la respirazione della Terra con le quattro stagioni, in questo modo:

  • Inspirazione = Autunno: la stagione in cui la Terra inspirando raccoglie e “porta dentro” tutte le sue energie
  • Pausa = Inverno: un periodo di pace e di riposo in cui la Terra si ferma, la stagione più spirituale e meditativa
  • Espirazione = Primavera: quando la Terra butta fuori tutte le sue energie e risveglia la vegetazione e gli animali, aprendo la stagione degli amori e delle nuove nascite
  • Pausa = Estate: il tempo dei frutti in cui bisogna godere del clima favorevole ma anche pensare alle provviste per l’inverno

Secondo questa visione, sicuramente affascinante e poetica, l’uomo dovrebbe lavorare in modo creativo in primavera, produttivo in estate e previdente in autunno, mentre l’inverno dovrebbe essere dedicato alla spiritualità e all’interiorità. In effetti in dicembre per moltissime culture presenti e passate cadono importantissime festività religiose.

La vita moderna invece ha stravolto completamente questi ritmi e l’uomo oggi si riposa d’estate e lavora sodo nel resto dell’anno.

Allontanarsi dal fluire delle energie della Terra costa molto caro all’uomo, perché richiede un dispendio di energie anomalo e considerevole. Questa mancanza di energie si fa sentire soprattutto in primavera, perché dopo la fatica per contrastare l’indolenza invernale ci si ritrova a fare i conti con l’esplosiva attività primaverile.

Il problema della mancanza di energie non riguarda solo il corpo fisico. L’uomo è stato costruito dalla natura come un animale e possiede una struttura fisica creata per l’attività vitale primaria: la ricerca del cibo.

Anche in questo caso la vita moderna ha stravolto i piani della natura e l’Uomo usa molto poco la sua forza fisica, dedicando la maggior parte del suo tempo all’attività mentale.

La natura offre tante possibilità per ritrovare le energie perdute: frutti, erbe, minerali e vitamine che funzionano come “carburante extra” per le nostre cellule. Per semplificare possiamo schematizzare così le loro azioni:

Vitaminiche: le vitamine funzionano come “catalizzatori” per le reazioni metaboliche, cioè riescono a far progredire reazioni che in laboratorio sarebbero impossibili. Una carenza vitaminica si può verificare soprattutto d’inverno per la mancanza di sole, aria aperta e verdura fresca, provocando un rallentamento delle funzioni vitali dell’organismo che si manifesta con stanchezza e malessere generale. L’aloe, l’alga spirulina, i succhi di frutta al naturale sono tutte fonti importanti di vitamine. Un centrifugato fresco di frutta e verdura di stagione è una bomba vitaminica.

Rimineralizzanti: anche i sali minerali sono importantissimi per il nostro corpo. E’ facile soffrire per la loro carenza quando si consumano cibi industriali e non si mangia verdura o frutta fresca di stagione, soprattutto cruda perché la cottura disperde molti sali utili. Il potassio ed il magnesio sono fondamentali per sentirsi in forma, come anche piante che contengono molti sali utili come aloe, spirulina, maca e papaya fermentata

Adattogene: sono piante che aiutano ad “adattarsi” a situazioni di stress. Sono piante che alleviano la sensazione di stanchezza fisica e ridanno l’energia mentale. Tra le più famose possiamo citare ginseng, rhodiola e whitania.

Energizzanti: si tratta in massima parte di piante che contengono caffeina e che danno lo sprint di un caffè concentrato. Tra queste troviamo guaranà, maca, cola. E’ meglio non assumere i prodotti che le contengono di sera, perché, come il caffè possono dare insonnia.

Stimolanti della circolazione: la stanchezza mentale e il calo di memoria possono essere aggravati da una carente circolazione sanguigna cerebrale. Il ginkgo biloba e il mirtillo nero ripristinano la normale circolazione, permettendo un miglior afflusso di sangue e quindi una maggior vitalità delle cellule cerebrali.

Depurative: la stanchezza dipende anche da grado di intossicazione dell’organismo, dovuto agli additivi degli alimenti industriali, all’inquinamento, ai farmaci o alle tossine scatenate dallo stress, oltre che al fumo di sigaretta attivo o passivo. Per questo motivo depurare l’organismo è sempre una buona pratica. In questo caso sono indicati l’aloe, la betulla, il cardo mariano, il tarassaco, la papaya fermentata e molte altre piante.

La Natura, madre generosa, ci fornisce tutti gli elementi per vivere in salute ed in armonia e serenità, ma non dobbiamo dimenticare che sono le nostre scelte che fanno la differenza e che sono l’ago della bilancia tra il Benessere ed il Malessere.