Conosciamo meglio i radicali liberi

Negli ultimi decenni la ricerca scientifica ha concentrato la sua attenzione a particolari sostanze che determinano l’insorgenza e lo sviluppo di numerose malattie, alcune gravissime. Di cosa di tratta?

Dei radicali liberi, protagonisti anche di numerosi dibattiti in televisione, sulle riviste, ecc. ma forse pochi di noi conoscono realmente di cosa si tratta.

Un radicale libero è innanzitutto una piccola molecola, talvolta proprio un singolo atomo, che possiede un elettrone spaiato. Di conseguenza ha una carica elettrica che lo rende molto reattivo e cerca immediatamente di ristabilire un equilibrio “rubando” uno o più elettroni ad un altro atomo o molecola vicino.

Si generano così una serie di reazioni a catena che si arresta solo se due radicali si uniscono tra loro oppure grazie ad altre sostanze in grado di renderlo inoffensivo. Ciò che rende pericoloso un radicale libero, oltre alla velocità di reazione, è che i bersagli dei loro attacchi sono le biomolecole fondamentali per la vita, come DNA, lipidi e proteine, causando gravissimi danni all’organismo e accelerandone il processo di invecchiamento. Sono stati sviluppati numerosi studi a riguardo e hanno dimostrato una correlazione tra la durata della vita e la produzione di radicali liberi, inoltre è ormai certo il loro coinvolgimento in molte malattie comuni come cataratta, morbo di Alzheimer, arteriosclerosi, morbo di Parkinson fino ai carcinoma. Ma come si sviluppano i radicali liberi nel corpo umano?

Sono principalmente i prodotti secondari del metabolismo respiratorio, oltre che di altre reazioni cellulari, dove si generano fisiologicamente in quantità modeste.

L’organismo tollera queste piccole quantità e ha sviluppato una serie di sostanze, gli scavenger o antiossidanti, che svolgono un vero e proprio ruolo di “spazzino” neutralizzando o eliminando questo genere di “rifiuto” metabolico. Durante l’attività fisica si ha una maggiore produzione di radicali liberi, però se si svolge regolarmente e con un’intensità di esercizio non eccessiva si “allena” anche l’organismo a contrastare meglio di radicali liberi formati. Per questo uno sportivo appare generalmente più giovane e in forma rispetto ai sedentari coetanei. Esistono però anche numerosi fattori esterni che favoriscono la produzione di radicali liberi nel corpo. I principali sono l’inquinamento, il fumo (sia attivo che passivo), l’alcol, le droghe, i raggi ultravioletti, additivi o sostanze tossiche presenti negli alimenti o che si sviluppano durante la cottura, l’abuso di farmaci. Se alcuni di essi sono cattive abitudini eliminabili con un po’ di buona volontà, altri fattori si possono ridurre ma non evitare totalmente e al tempo stesso il nostro organismo non è in grado di proteggersi da solo. Un aiuto dall’esterno è possibile grazie ad una sana, varia e bilanciata alimentazione in grado di apportare le giuste sostanze antiossidanti e usando nei periodi opportuni validi integratori alimentari. Per conoscere meglio gli antiossidanti e quali alimenti ne sono ricchi, dovete aspettare settembre.

Per questo mese eliminate le cattive abitudini come fumo, alcol, fate regolarmente sport e mangiate tanta frutta e verdura di stagione, fresca e cruda!