Bianco si… ma come??

Se in passato lavare con delle polveri come la cenere o il turchinetto (una sostanza che conferiva ai capi un colore bianco azzurro) era l’unica maniera conosciuta e praticata per fare un bucato che garantisse una perfetta igiene e pulizia della biancheria, oggi nell’era dei detersivi che promettono un bianco immacolato, l’idea di lavare con le polveri appare un paradosso.

Tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900 si diffuse l’uso della candeggina, chimicamente denominata  ipoclorito di sodio, utilizzata erroneamente per eliminare le macchie quando in realtà le decolora, senza considerare il fatto che non può trattare tutti i tipi di tessuti.

La vera azione della candeggina è quella biocida: elimina batteri, muffe e altri agenti patogeni molto resistenti. Ultimo ma non per importanza, la candeggina è aggressiva poiché irrita pelle e occhi e risulta fastidiosa per le vie respiratorie.

Nasce poi il perborato di sodio, il cui potere sbiancante è dato dal rilascio di ossigeno a una temperatura di 90°C, che può essere utilizzato a 60°C solo con degli attivatori molto inquinanti. Oltretutto il boro che rilascia è molto tossico se inalato e provoca danni irreversibili allo sviluppo del feto. 

È quindi importante imparare a capire che cosa contengono i detersivi che utilizziamo nelle nostre case, sia per tutelare noi stessi, sia per l’ambiente che ci circonda.

Ricordiamoci sempre che, nel migliore dei casi ciò che riversiamo negli scarichi subisce il trattamento delle acque reflue, nel peggiore finisce tale e quale in laghi, fiumi e mari per poi arrivare direttamente all’acqua che si utilizza per irrigare le coltivazioni.

La soluzione ecologica per ottenere bianchi impeccabili già ad una temperatura di 30°C,  permettendo dunque di effettuare lavaggi a risparmio energetico e di acqua calda in lavatrice, è quella di utilizzare il percarbonato di sodio: esso si attiva liberando ossigeno, che non è tossico e tanto meno inquinante.

Il percarbonato viene utilizzato principalmente per sbiancare naturalmente il bucato e per igienizzarlo, ma ha anche una attività detergente. È il sostituto ecologico ideale della candeggina che, bisogna ricordarlo, è altamente inquinante. La sua efficacia sbiancante è assai maggiore rispetto a quella del bicarbonato di sodio. Migliora, inoltre, il lavaggio in presenza di acque dure permettendo di ottenere un bucato più soffice. 

Attivo e delicato: il percarbonato di sodio può essere utilizzato sui capi colorati, sugli scuri e su tutti i tipi di tessuto; la sua azione si intensifica aumentando o il tempo di ammollo o la quantità di prodotto utilizzato o la temperatura dell’acqua: aggiungere un cucchiaio di N.O.E. (percarbonato di sodio al 100%) ad ogni lavaggio permette di disinfettare completamente anche i capi più critici come pannolini lavabili, indumenti da lavoro o di sportivi.

Inoltre può essere utilizzato per disinfettare contenitori di plastica, biberon, tettarelle e ciucci.

Ricordiamoci quindi che il fine non giustifica i mezzi, si possono ottenere capi impeccabili, evitando tossicità ed inquinamento. Witt oltre a sostituire le materie prime di origine sintetica con quelle di origine naturale si avvale anche di processi produttivi che riducono le emissioni e che dipendono sempre meno da fonti esauribili.